Wild card, dress code e gas. Il gusto della sfida

Aggiornato il: feb 6

Una nuova avventura per il nostro Grillo in una "one shot" che esalta il valore suo e del team.



Come un ricco banchetto davanti al quale ti presenti con quel languore tipico di chi può permettersi ogni tentazione. Va più o meno così per Francesco Grillandini, pilota e uno dei volti del programma televisivo Sfida da bar (AutomotoTv sul canale 228 della piattaforma Sky), ogniqualvolta decide di sfilare dalla tasca quella wild card che gli permette di assaggiare una pista, un campionato, una nuova avventura a due ruote. Ed è così che ogni volta sotto il suo naso dall’olfatto sopraffino passano paddock, box, motori, organizzazioni, team e weekend in pista.

 

Ultimo evento, in ordine di tempo, ospite dello Spider Pit Bike Team, Francesco ha assaporato la pista del Circuito Internazionale di Viterbo per la Prova Selettiva Centro del CNV MotoOasi (info su www.cnv.motoasi.it) organizzato da Demorace (www.demorace.it) e Santi “Dorso” De Luca presentandosi come da dress code richiesto: tuta, casco e nessuna remora. “Nemmeno quella di non conoscere – racconta il pilota pisano - la pista, la moto, il team ospitante e tutto quello che succederà nelle ore a venire. Tutto quel tempo che dal primo ingresso in pista per le prove libere del sabato porterà al secondo gradino del podio.” Ma andiamo per gradi.

 

Perché la prima vera sfida è quella di affrontare un paio di giri per tastare l’asfalto, studiare il percorso. “Per capire quale abito indossare per questo vero e proprio appuntamento al buio, in cui ti trovi a iniziare ogni volta da zero, come nella prima di campionato. Prendere confidenza con una moto che non conosci, così come il team con cui dovrai lavorare.”

 

Nel caso della prova di Viterbo un team professionale e familiare allo stesso tempo, perché ad affiancare al box Alex Blasi, team manager, meccanico e preparatore dello Spider Pit Bike Team (www.spiderpitbiketeam.altervista.org per saperne di più), c’è la compagna di vita Chiara Fabiani che lo assiste occupandosi dei rifornimenti, dell’accensione dei motori e dei tempi da prendere, nonché di riportare la moto ai box ogni volta che un pilota scende dalla sella di una delle SpikerBike, le moto che Alex confeziona assemblando pezzi e componenti vari.

 


Il nostro Grillo con lo SpiderBike Team

Mentre i weekend di gara, grazie a una sorprendente velocità esecutiva gli permette, ma nello stesso tempo lo condanna, lavora a tutto campo, riparando anche i motori non suoi e fornendo assistenza agli altri team. Impegni che lo portano non troppo lontano dalla quotidianità fatta di motori da sistemare, noleggi e corsi di guida.

 

Tutto originale, tutto in famiglia. “Tutto a bordo di un furgone incredibilmente e meticolosamente ordinato, come la moto che ti fornisce – continua Francesco – una casa viaggiante dove non manca l’entusiasmo: l’abbraccio ricevuto a fine, la dice lunga su questo punto. Quel gesto, semplice ma carico di significati, nato spontaneo dopo avermi visto recuperare la prima posizione, in gara 2, grazie a un doppio sorpasso in curva, nel tratto più bello della pista, quelle due curve che fai in una sola, in fondo al rettilineo del muretto.”

 

Un recupero che, in quel tratto, poteva significare la conferma della vittoria di gara 1, ottenuta nonostante una noia di natura elettrica (peraltro) non risolta dal cambio dello statore durante la pausa e pagata a caro prezzo nella seconda manche. Recupero che significava agguantare un primo posto di giornata alla fine, invece, sfumato. “Come da regolamento, secondo cui a parità di punti, a decidere, è il miglior tempo di qualifica. Quei 184 millesimi che decideranno la mia seconda posizione.”

Ottenuta in pista ma di un’importanza pronta a passare in secondo piano appena fuori da essa, dove ad aspettare non c’è solo quell’abbraccio di cui sopra ma, anche, un’organizzazione coi fiocchi “perché Dorso, in questo, non sgarra di un millimetro: sicurezza sul circuito e puntualità, non gli difettano davvero mai.”




 

Mentre a fare da coro c’è una grande serenità nei box “dove, nientemeno, ho visto un meccanico di un team avversario che – conclude Francesco Grillandini - avendo notato un particolare comportamento della SpikeBike di Lorenzo Falessi, ha ipotizzato una soluzione poi rivelatasi vincente per noi e, potenzialmente, controproducente per sé. Una situazione che racconta quanta onesta armonia si respiri nel paddock del CNV Motoasi.”

 

Come quando, davanti a un ricco banchetto e tutte le sue leccornie, trovi un buon calice e il piacere di una conversazione sincera. E il sapore di una sfida di cui non conosci gli ingredienti ma sai che farà di tutto per soddisfare il palato, è già nell’aria. Alla prossima!

 

Articolo scritto per la redazione di Sfida da Bar da

Emanuela Macrì

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