QUALE SARA' IL FUTURO DEL MECCANICO?

BREVE ANALISI PERSONALE SUI POSSIBILI SCENARI DI UNA DELLE PIÙ BELLE PROFESSIONI DEL MONDO.


Sarà davvero questo il futuro?

Sempre più spesso sentiamo parlare di quanto si stia inesorabilmente (a mio avviso per fortuna) avvicinando il tempo in cui abbandoneremo i combustibili fossili in favore di alimentazioni alternative. I vantaggi per gli utenti finali sono in realtà ancora tutti da dimostrare, così come i benefici per l'ambiente, tuttavia è innegabile che la strada tracciata sia quella. Ma quale sarà quindi il futuro dei meccanici, così come li abbiamo sempre intesi?

In realtà è abbastanza evidente che a scanso dell'introduzione di politiche internazionali in estrema controtendenza rispetto a quanto mostrato finora, il processo sarà molto lento, e permetterà ancora a parecchie persone di invecchiare in questa realtà professionale. Tuttavia sarebbe sciocco non pensare a quali e quanti cambiamenti porterà nel nostro quotidiano il prossimo futuro, quindi voglio condividere con voi il pensiero di un addetto ai lavori molto curioso a riguardo della mobilità elettrica, e sinceramente ansioso di vedere cosa porterà nel mio settore.


La capacità di adattarsi al cambiamento determina il successo di una specie.

Se parliamo di mobilità elettrica, il primo pensiero va alle auto. Le auto full electric, infatti, sono una realtà presente già oggi con la quale qualche italiano ha già iniziato una, in verità, non semplicissima convivenza, a causa del ritardo accumulato fino ad oggi dai vari governi che ancora oggi faticano ad avvicinarsi agli standard già in essere nei paesi del centro-nord Europa. Questa situazione però vede nel breve termine una soluzione per cause di forza maggiore, in quanto nel giro dei prossimi due/tre anni tutti i più importanti player del settore automotive sbarcheranno sul mercato con massicce novità, che porteranno quel futuro sempre più vicino alla nostra quotidianità; e da qui, a caduta, ne gioveremo in termini di benefici tutti noi motociclisti, ancora considerati come cittadini di serie B, nonostante i numeri di economia che sappiamo muovere siano decisamente notevoli, soprattutto se considerati in percentuale rispetto alle auto.

L'annoso problema del limite del tempo

Tralasciando l'aspetto emozionale, di cui approfondirò quando avrò avuto modo di provare più di un modello di moto elettrica, è alla portata di tutti considerare che l'attuale limite delle moto elettriche, così come nelle auto, sia insito nell'autonomia. Ma a volerla vedere bene, non è tanto di per sé l'autonomia, bensì l'intervallo di tempo necessario per poter riprendere la marcia, quello che ancora oggi ci limita nella possibilità di scegliere un mezzo full elettric svincolati da patemi vari ed eventuali. D'altra parte, benché i tempi di ricarica siano sempre inferiori, e sono convinto che nel tempo diminuiranno ulteriormente, siamo estremamente lontani dal momento in cui saranno paragonabili i tempi di ripresa alla marcia di un tradizionale veicolo a combustione interna, ed uno elettrico. Ma una soluzione apparentemente facile c'è.


Tecnologia avanzata per una richiesta apparentemente semplice: disporre di energia facilmente reintegrabile.

Spesso mi sono trovato a disquisire di queste riflessioni con ingegneri a vari livelli di esperienza, competenza e preparazione, e talvolta anche di settori contigui a quello meramente elettronico, ma la linea comune è la medesima: pacco batterie sostituibile.

Ma come spesso accade, benché sembri molto semplice come soluzione, è in realtà la più complicata da realizzare. Ed ovviamente non parlo della difficoltà tecnica di realizzare batterie con dimensioni e disposizione poli ed innesti di controllo standardizzate, bensì della pressoché totale impossibilità di imporre questa regola a livello globale per tutti i produttori.

Come sempre la politica vince sul raziocinio.


Il meccanico del futuro sarà un automa?

Fatta questa estesa ma doverosa premessa, pregna di considerazioni personali, la riflessione sul futuro del lavoro del meccanico, sia auto che moto, diventa facilmente intuibile ai più.

I motori del futuro non saranno composti da alberi a gomito, cascate di ingranaggi, cambi di velocità seamless o a doppia frizione, valvole e pistoni. Tutto ciò che ora si insegna nelle scuole diventerà velocemente obsoleto non appena la trasformazione sarà completa; e posso ipotizzare per mia personalissima intuizione, pertanto soggetta a notevoli percentuali di errore, che avverrà nel giro di non più di 20 anni in tutti i campi dell'automotive.

Con le mie limitate conoscenze attuali sul vastissimo mondo dell'elettrico, posso pensare che, un vicino domani, servirà solo una parte delle figure che oggi ruotano intorno al mondo automotive: carrozzieri, gommisti, ed elettrauti. E se possiamo intuire che i gommisti sappiano anche cambiare delle pastiglie dei freni, così come i carrozzieri sappiano cambiare una gomma, ecco che la figura che (sulla carta) resta vincente è solo quella dell'elettrauto, che diventerà sempre più un diagnosta che un operatore di servizio, e sarà per esperienza e studi il più facilitato a comprendere queste nuove tecnologie.


Collega, o collegato? La strada è tracciata...

Evolversi per non estinguersi

La soluzione per chi non può tornare indietro nel tempo è quella di specializzarsi in qualcosa che ci sarà anche dopo questa conversione, come quelle figure che valutano dalle sensazioni del pilota gli upgrade da apportare al setting del veicolo, i tester, e sicuramente anche i piloti.

Diciamo che il mio pensiero è che nel prossimo futuro serviranno più persone con una formazione di alto livello anche per fare lavori "umili" come il meccanico, perché il livello tecnologico sarà tale da costringerci ad innalzare il nostro stesso livello di preparazione e conoscenza, o soccombere all'arrivo di nuove tecnologie che sapranno essere migliori di noi anche nelle operazioni in cui, ad oggi, l'estro umano risulta indiscutibile attore protagonista.

La passione durerà sempre, cambierà soltanto forma.


A presto!

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