Pilota e meccanico: l'importanza di comunicare

Aggiornato il: 1 apr 2019

E' fondamentale non solo quando ci si gioca un mondiale ma anche quando porti la tua moto a fare il tagliando



Da fuori possono sembrare chiacchiere, ma sono una delicatissima parte del lavoro in pista. In questa foto sono con Kevin Manfredi del quale sono stato capo tecnico sia nel Mondiale Endurance sia al Civ. Con noi Fede Natali, collaudatore del Team.


Non siamo portati a vedere la comunicazione come un problema che tocchi i motociclisti, ma in realtà è importante anche per loro. Pare che parlino "la stessa lingua", come se fossero gli adepti di una parrocchia che unisce gente da ogni parte del mondo, senza distinzioni: ma quanto sia vero questo postulato, è tutto da dimostrare.

La mia esperienza in officina, ed in campo gara, mi ha portato spesso a dover vivere situazioni che non solo non conoscevo, ma che talvolta faticavo a comprendere, proprio da un punto di vista dinamico. Capirete che, anche da motociclista quale sono, con una discreta esperienza di guida, sono lontano dal far fare ad una moto quello che gli fa fare un pilota quando la spinge al limite, esplorando delle reazioni dinamiche che magari sono diverse da quelle che ho sperimentato in prima persona. E' qui che, con una serie di domande mirate e specifiche, delle volte anche contrastanti tra loro, vado a caccia di quel dettaglio che il pilota purosangue percepisce, ma spesso fatica a spiegare. Da questo punto di vista è evidente l'aiuto che apporta nello sviluppo di una moto l’esperienza del pilota. Esplora una zona incognita, sulla quale non si hanno dati. Di passione e istinto. Con lui nello sviluppo, ha parte anche il collaudatore, indiscutibilmente più lento di un pilota ufficiale, è più razionale nelle valutazioni. Non passa solo impressioni ma anche analisi. Spinge comunque la moto ad un livello tale che permette al pilota di partire sempre da una base di setting ben lontana da quella di un comune appassionato.


La capacità di comunicazione del collaudatore è quasi più importante della sua capacità di analisi

Quindi il pregio del collaudatore, figura di cui abbiamo già parlato nelle pagine del nostro forum, è quello di assumere un importanza fondamentale per la sua capacità di mettere in comunicazione il piano emotivo e sensazionale con quello più tecnico, il che aiuta i meccanici e gli ingegneri a capire che direzione prendere per la messa a punto. Ed è in questo momento che ci rendiamo conto di quanto la capacità di comunicazione, in questo caso del collaudatore, sia importante. Senza la sua esperienza, la semplice analisi dell'acquisizione dati non porterebbe altrettanto velocemente da alcuna parte. Quindi possiamo tranquillamente dire che sia più importante la sua capacità di comunicare determinate sensazioni, rispetto alla sua capacità di analizzare da cosa dipendano.

Ma non solo su questo piano la comunicazione è fondamentale. In campo gara, con il frastuono melodico di centinaia di cavalli che si rincorrono da una parte all'altra del circuito per tutta la giornata, è difficile trovare un momento di tranquillità in cui si riesca a parlarsi senza dover usare volumi di voce eccessivi in qualsiasi altro contesto, quindi anche lì è fondamentale riuscire a comprendersi velocemente e con meno parole possibili. Serve intesa.



Uno sguardo, nessuna parola, massima intesa. Il risultato di anni di lavoro fianco a fianco, e di fiducia e reciproca stima. Fa parte del bagaglio tecnico che mi sono portato a casa in 12 anni nel Mondiale Endurance, come capotecnico di un team privato che correva con moto Suzuki.


La comunicazione gestuale è una prima risposta, che spesso viene utilizzata non solo all’interno del box, ma anche, come ad esempio mi è successo spesso nell’Endurance, per dare al pilota la possibilità di comunicare un determinato problema con un certo anticipo prima di rientrare ai box; o delle volte anche per fare strategia, lasciando intendere ad una squadra avversaria l'intenzione di fare qualcosa che poi non verrà fatto, scombinando così la loro tattica.

Ovviamente una buona comunicazione all'interno del team prevede anche che tutti capiscano velocemente cosa fare, come farlo, e come organizzarsi per non "pestarsi i piedi" mentre si lavora...o non credere nel bluff altrui. Perché si sà: chi la fa l'aspetti!

Il capotecnico, avendo una visione globale della situazione, sia tecnica sia tattica, ed essendo il collegamento più diretto tra la voce del pilota e le mani dei meccanici, decide come organizzare gli interventi. Ma non dimentichiamo che parlare la stessa lingua è fondamentale. Ed è per questo che nei paddock del motomondiale è più facile sentire parlare in inglese che in qualsiasi altra lingua, e non dobbiamo stupirci se delle volte questo capita anche tra piloti italiani e tecnici italiani; perché basta che nel gruppo di lavoro ci sia un solo straniero per costringere tutti a parlare una sola lingua. In questo caso, come già detto, si predilige l’uso della lingua inglese in quanto storicamente la più diffusa a livello globale. Altro discorso è se facciamo un giro la sera nelle hospitality. Infatti nulla è più piacevole del sentirsi a casa, anche a migliaia di chilometri di distanza dal proprio domicilio, e quando dopo un buon pasto stai a raccontartela con qualche amico parlando la tua lingua natia... Ti senti un po’ più a casa. L’effetto rilassante di un buon gruppo di lavoro, “l’effetto spogliatoio”, è molto più importante di quanto si pensi, e per quanto sembri banale, passa moltissimo dalla semplicità della comunicazione.  Diretta e chiara, sul piano professionale nulla è personale. Ma poi bisogna saper essere veri, al di là del lavoro.


La comunicazione è importante anche quando portate la moto a fare il tagliando

Nel momento in cui scegliamo un meccanico battezzandolo come quello "di fiducia”, lo facciamo per una serie di motivi che il più delle volte trascendono la sua competenza tecnica, ma si spingono molto più su un lato umano. Spesso e volentieri l'elemento determinante è la capacità di mettersi sulla stessa lunghezza d'onda nella fase di analisi della situazione, quindi proprio nel momento in cui portiamo la moto e parliamo! Se il nostro meccanico sarà abbastanza attento alle nostre parole, e magari ci farà quella domandina in più che a noi sembra scontata, facilmente arriverà a capire più velocemente dov'è il problema, riconsegnandoci una moto proprio come la volevamo noi e trattenendocela per meno tempo, il che si tradurrà ovviamente in un minore esborso economico.

Ma se tutto questo vi alletta, non dimenticate che un fosso ha due rive, quindi anche noi motociclisti dobbiamo fare la nostra parte, ed impegnarci nello spiegare al meccanico le sensazioni che abbiamo provato cercando di contestualizzarle nel modo più dettagliato possibile, nella lingua che il nostro meccanico meglio può comprendere, sia essa la lingua nazionale o il dialetto che comprende.



Dal mio imbarazzante archivio: "Mi hai chiesto un tagliando... ed io tagliando, tagliando,sono arrivato qui!". Date importanza alle parole: sono l'unico strumento per capirsi.


Ovviamente in pista tutto ciò è più semplice, perché sappiamo chiaramente in che marcia abbiamo affrontato una determinata curva, o in quale fase, di quella precisa curva, abbiamo sentito la moto fare un movimento strano o cose simili. Tuttavia, anche nell'uso stradale della moto, alcuni elementi possono essere modificati pesantemente per garantire una maggiore sicurezza ed un feeling completamente diverso, senza uscire dalle norme del codice della strada. I veri globe-trotter sanno, ad esempio, quanto sia importante saper caricare correttamente la moto per non perdere di guidabilità, ma lo stesso ragionamento lo possiamo fare su una supernaked, una dual, o una tourer, tra le alte e le basse velocità, o nella guida in due o da soli. Per questi ed altri punti analoghi apriremo più avanti un'altra discussione, ma ora il punto è: meglio si spiega, più ci si avvicina all'obbiettivo.

Chiudo questa chiacchierata con una massima: "Nella comunicazione non è importante ciò che si dice, ma ciò che si riesce a far capire al nostro interlocutore.”

Stay Tuned!




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