Olio: quale scegliere, e perché

Aggiornato il: 28 mar 2019

Minerale, semisintetico o sintetico: ecco le differenze. Spieghiamo anche che cosa vogliono dire ed a cosa servono i numeri divisi dalla "W".


Quante ore ha lavorato? Difficile dirlo, senza un laboratorio di analisi.

Oggi un amico mi ha chiesto di spiegargli due cose sull’olio, quindi ho deciso di condividere con tutti voi alcune mie conoscenze e punti di vista.

L’olio motore è forse l’elemento più sottostimato tra i deperibili che usiamo sui nostri mezzi, e la cosa fa ridere se pensiamo a quanto sia realmente importante per la salvaguardia del motore, per le performance, e per il costo in relazione ai benefici che ne trarrà, non solo il nostro mezzo meccanico, ma anche noi. Come? Ora ve lo spiego…


Dal prodotto grezzo al super prodotto

Partiamo dalla base: l’olio motore è un sottoprodotto del petrolio, che attraverso varie fasi di raffinazione viene trasformato in una miscela di molecole selezionate per un determinato uso. Esistono varie categorie di olio, ma, senza diventare eccessivamente tecnici, possiamo stringere il discorso intorno ai tre macro tipi che ci toccano più da vicino: sintetico, semi-sintetico, e minerale.

La differenza tra queste tipologie è insita esclusivamente nella tipologia di trattamento che ricevono, nell’ordine: idrogenate con processi di laboratorio, idrogenate con minimi processi di laboratorio e processi naturali, idrogenate per basi minerali o gas naturali.

Detto ciò è corretto fermarsi subito su una riflessione, ovvero che non esiste ufficialmente una tipologia di olio “superiore”, perché ogni motore ha specifiche differenti, e non diversamente dalle benzine da corsa, (https://www.sfidadabar.it/post/a-cosa-serve-la-benzina-da-corsa) anche gli oli vengono sovente studiati in maniera specifica su richiesta del cliente.

Tutte le tipologie di olio fin qui descritte si dividono poi in ulteriori sottocategorie, come ad esempio, parlando di olio motore, i mono e i multi grado; che sono quelli che noi conosciamo meglio in quanto ne fanno parte la stragrande maggioranza dei lubrificanti che utilizziamo sulle nostre moto. L’olio multi grado è decisamente quello che potremmo definire un super prodotto, perché grazie a determinate specifiche chimiche, riesce a mantenere inalterate le sue caratteristiche in un range operativo più o meno ampio, a seconda di quanto richiesto dal cliente al produttore. Come è immaginabile, maggiore sarà il range, maggiore sarà la qualità dell’olio; ma attenzione: non sempre aumentare quel range operativo è una buona scelta. Come vi ho anticipato, già in fase di studio, gli ingegneri progettisti delle varie case costruttrici, partono con un idea abbastanza precisa di quale olio utilizzare, e di conseguenza tutta la termodinamica del motore verrà influenzata dalla scelta di questo elemento, in quanto le resistenze che offrirà questo componente porteranno i materiali a lavorare a determinate temperature.

Quindi: l’olio consigliato dalla casa è il migliore?

Domanda che merita un approfondimento che tratteremo più avanti, ma in linea generale potremmo dire di si, con margine…



credits Autoblog.it


Olio motore, basta la gradazione?

Analizziamo la gradazione dell’olio. Quando si parla di gradazione dell’olio andiamo a parlare in buona sostanza della sua “durezza”, cioè della sua capacità a restare in un determinato stato di viscosità all’interno di un range di temperatura previsto dal produttore dell’olio. Negli oli multi grado il primo numero indica il limite inferiore al di là del quale l’olio diventa troppo poco viscoso, e per associare un immagine chiara a tutti, pensate al burro fuori frigo; mentre il secondo numero dopo la W indica il limite superiore prima che diventi troppo poco viscoso, e qui immaginiamo l’acqua.

Quanto detto finora ci lascerebbe pensare che allontanarci dal range previsto dalla casa costruttrice della nostra moto sia sempre sbagliato…invece no! Come sempre ci sono delle eccezioni, ma anche di questo vi parlerò più avanti...


Un errore banale nel quale potremmo incappare a questo punto è pensare che un olio con una data gradazione sia sempre uguale. GROSSO ERRORE!!!

Anzitutto è necessario fare un piccolo passo indietro, e fare una ulteriore specifica di base: l'olio motore auto è diverso dall'olio motore moto.

In seconda battuta, l’olio motore di un produttore, a parità di gradazione, non è MAI uguale a quello di un altro.


Trattiamo velocemente la prima questione con una domanda semplicissima: perché per l’auto si parla di olio motore e olio del cambio, mentre sulla moto no? Perché sulle auto il gruppo cambio è separato, mentre nel 99% delle moto no. Sulla maggior parte delle moto moderne, quindi, l’olio motore funge anche da lubrificante del cambio e della frizione, e questo complica notevolmente le cose ai produttori di olio… Infatti, un lubrificante che debba sostenere fisicamente un solo lavoro, sia esso di taglio, di schiacciamento, o di raffreddamento, necessita di specifiche molecole che possono essere tra loro facilmente mixate; ma è altrettanto facile capire che se deve sostenere più lavori, il mélange delle molecole che andranno a comporre un unica soluzione sarà estremamente complesso.

In virtù di questi postulati, è lapalissiano capire che un olio da auto non va bene su una moto, ed è quindi altrettanto vero il contrario. Inoltre, grazie a questa breve riflessione, possiamo capire che differenza ci sia tra un tipo di olio ed un altro anche per altri elementi presenti sulle nostre moto, come le sospensioni o i giunti cardanici.

L’olio motore delle nostre moto ora vi sembrerà molto meno banale di quanto non fosse prima di arrivare a questo punto, ma c’è dell’altro...


La costante ricerca e lo sviluppo di nuove miscele porta alla necessità di incrementare gli standard per ridefinire i livelli di prodotto



Quanto abbiamo detto fino ad ora, parlando di oli, ci lascia capire l'importanza della scelta di un olio di qualità e con le specifiche più idonee all'uso che ne dobbiamo fare. Analizziamo quindi nel dettaglio alcuni elementi che sono di solito meno facilmente associati alle caratteristiche specifiche dell'olio motore, e vediamo come poter capire ed "ascoltare" meglio la nostra moto. Ad esempio: se a seguito di una variazione di marca di olio ci rendiamo conto fin da subito di un cambio marcia più morbido sulla nostra moto, e che mantiene nel tempo questa morbidezza, la nostra esperienza di guida sarà più piacevole. E sarà semplice fare un test sulla bontà dell’olio: se al successivo tagliando non noteremo differenze sulla durezza del cambio tra prima e dopo il cambio olio, significa che le capacità di quel lubrificante si sono mantenute inalterate nell’intervallo di tempo tra i due cambi. Chiaramente va considerato in questo frangente il limite della capacità di operatività dell’elemento filtrante, ma questo è facilmente intuibile stando ai tempi o chilometri di sostituzione olio motore previsti dalla casa.

Un'altra caratteristica importante di un buon olio motore è ovviamente la sua capacità di resistere alla benzina, e quindi di continuare a lubrificare le canne dei cilindri anche a seguito dello scoppio e della fase di lavaggio. Più l'olio è di qualità, più ne resterà attaccato alle pareti; di conseguenza, con il passare delle ore di lavoro (o dei chilometri) noteremo un leggero consumo di olio. Attenzione: l'ordine di grandezza all'interno del quale si può considerare tollerabile il consumo è di circa due/tre etti ogni 6/8000 chilometri per un motore non ad alte prestazioni. Se però prendiamo in esame particolari disposizioni meccaniche come i motori a sogliola o i boxer, o scelte progettuali che portano ad alte prestazioni, come i motori superquadro, i consumi di olio saranno decisamente superiori. Ovviamente le case costruttrici danno precise indicazioni nei manuali di uso e manutenzione, realizzati a seguito di test, spesso distruttivi, idonei alla ricerca del limite entro il quale si deve lavorare per la preservazione del loro prodotto.

In linea generale, ricordate sempre che il manuale di uso e manutenzione è l'elemento al quale la casa fa riferimento per ogni controversia si possa generare sulla vostra moto, quindi è tassativo rispettare quanto riportato. Altro aspetto importante è quanto un olio di qualità possa abbattere le temperature in camera di combustione, portando quindi ad una migliore efficienza termodinamica del motore, nonché ad un percettibile aumento del comfort nell’uso della vostra moto, soprattutto in estate. Anche in questo caso, occhio a non esagerare! Esistono in commercio oli specifici per competizioni che hanno al loro interno additivi talmente efficaci che portano la moto a lavorare a temperature tali da richiedere un correttivo di carburazione che una moto stradale non riesce a compensare.

Ed ora è infine arrivato il momento di parlare di quale olio suggerisce la casa, come e perché…

"Questo è l'olio consigliato dalla casa" Le verità dietro questa affermazione

Tutte le case motociclistiche hanno degli accordi commerciali con dei produttori di olio, che in buona sostanza sono nella stragrande maggioranza dei casi dei proprietari di petrolio, come ad esempio Shell, Agip e così via. Questi accordi permettono alle case costruttrici enormi vantaggi in termini di sviluppo riducendo notevolmente costi di analisi e test, basandosi sul know how offerto dai laboratori di ricerca degli stessi fornitori. Ovviamente si tratta di un mutuo soccorso, in quanto solo grazie alle specifiche richieste di materiale sempre più efficiente ed avanzato dalle case motociclistiche, anche i produttori di olio sono spinti verso la ricerca di livelli sempre più alti di performance dei loro prodotti. Queste sinergie portano spesso e volentieri a dei sistemi vincolanti tra le varie aziende, che per i motivi sopra citati, ma soprattutto per delle questioni economiche che fanno riferimento a contratti con TANTI zeri, mettono le case costruttrici di moto in una condizione tale per la quale più che "consigliare" , "impongono tacitamente" l'uso di uno specifico olio motore. E non stiamo parlando di gradazione o composizione, ma proprio di una determinata marca. Effettivamente posso dirvi, dopo alcuni anni passati in concessionaria, che talvolta gli ispettori delle varie case danno ordine al capo officina di non fare nulla alla moto prima di essere passati loro in prima persona a prelevare un campione di olio da far poi analizzare internamente all'azienda e decidere da lì se attivare o meno processi di garanzia. Ma quindi, in definitiva, è così importante usare l'olio "suggerito" dalla casa? Come già detto, dipende dalla destinazione d'uso cui indirizzate il vostro mezzo.


Cuscinetti albero motore go-kart 125: si noti la differenza di usura a parità di ore ma con differente olio da miscela. Credits SinLubit

Però c'è una cosa di cui non posso non fare menzione: le case alternative. Come ho già spiegato, tutte le varie tipologie di olio, che sia motore, cambio, ecc. sono derivati del petrolio, pertanto raffinazioni scelte. Da questo punto di vista prende una ragionevole importanza parlare quindi di tutte quelle realtà che producono olio pur non avendo giacimenti, ma semplicemente acquistando la base da chi il petrolio lo ha di proprietà. Queste aziende, essendo clienti, comprano la composizione molecolare che a loro più aggrada, per poi modificarla ulteriormente con additivi vari che danno al prodotto finale caratteristiche diverse. Quindi, sulla carta, sono i prodotti migliori.  A sostegno di questa tesi vengono le stesse case costruttrici di moto, che non scelgono una partnership commerciale con questa tipologia di azienda perché non guadagnerebbero abbastanza, essendo queste aziende a loro volta clienti, e non fornitori di un bene.

Attenzione!! Non facciamo ragionamenti estremistici!

Con questo comunque sono ben lungi dal denigrare i grandi produttori, che comunque hanno spesso dei prodotti molto buoni a catalogo, ma è lapalissiano che un prodotto la cui base è una specifica richiesta, che viene poi ulteriormente personalizzata sulla base di esperienze o esigenze di un differente mercato, sia completamente diversa. Pensatela così: da una parte c'è una moto di serie, dall'altra una special. Magari la special a voi interessa meno, magari è meno adatta all'uso che ne volete fare, ma sicuramente sarà molto più curata nei dettagli di quanto non possa esserlo una moto di serie. Detto ciò, il mondo è un arcobaleno di realtà, e non è raro trovare ogni giorno una sorpresa dietro l'angolo; quindi non facciamoci meraviglia di vedere domani un marchio che ieri non esisteva, o di vedere sparire da un giorno all’altro quelli che per noi sono grandi nomi; anche perché spesso e volentieri chi sta dietro un nuovo nome o un nuovo logo, non è una persona diversa da quella che stava dietro ad una scrivania che ora è sinonimo di concorrenza; ed ovviamente questo non inficia la qualità del suo lavoro o del suo prodotto. In fin dei conti è normale che ci sia chi, stanco della routine o di un lavoro che pensa possa essere fatto diversamente, decide di provare a tracciare la propria strada anziché seguirne una. Il mio consiglio, pertanto, è che sia giusto dare una possibilità anche alle piccole case; perché hanno un prodotto più specifico, sono molto più interessate alla soddisfazione del cliente finale rispetto alle grandi multinazionali del petrolio, e nella maggior parte dei casi nascono da persone appassionate e con moltissima esperienza in campo gara, che è e rimane il banco di prova più duro che esista.



CBR 600 RR preparato stock, moto a noleggio uso esclusivo pista, oltre 10000 km. Si notino la pulizia dei pistoni, le fasce non incrostate, e le bronzine pressoché nuove. Merito dell'esperienza sviluppata negli anni seguendo varie squadre nell'ambiente delle corse dai tecnici di SinLubit

Ovviamente ricordate la mia regola prima: sicurezza prima di tutto. Fatevi consigliare da un esperto di settore, competente, e non fate nulla che pensiate possa essere oltre le vostre capacità; che rompere un motore c'è poi da piangere...


A presto!

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