MotorPrototype tales - Approfondimento sui technical partner - IMA Special Parts

Aggiornato il: 17 dic 2019

Raccontiamo in una serie di interviste esclusive chi sono le persone dietro al grande lavoro di costruzione della nostra MotorPrototype, la Moto 2 di Sfida da Bar. Oggi vi spiego a cosa servono le piastre di sterzo.

IMA, tre lettere che nascondono un grandissimo lavoro

Vi siete mai chiesti quale sia l'utilità delle piastre di sterzo? E perché nelle moto da SBK siano una componente che viene sostituita subito, e con così tanto studio e ricerca dietro? Forse no. E forse, più che altro, perché è uno di quei segreti di cui nessun team parla volentieri; perché pochi gradi di inclinazione del cannotto, o determinate capacità di resistenza torsionale piuttosto che frontale, fanno una differenza enorme nella guidabilità di una moto... Ma andiamo con ordine, ed analizziamo la cosa in termini tecnicamente accessibili. Se una moto, in asse perpendicolare al terreno, svolge un lavoro omogeneo e lineare sulle sospensioni, la domanda ovvia è: cosa succede quando la stessa moto è in piega? Ecco che entrano in gioco le mille variabili delle piastre di sterzo. Infatti il contrasto tra la forza centrifuga, la forza di gravità, ed il naturale contrasto della stessa, con le imperfezioni dell'asfalto, portano la moto ad oscillare sull'asse verticale, mentre la forcella si trova in posizione obliqua, quindi non in grado di assorbire le asperità. Qui fanno la vera differenza le piastre di sterzo IMA Special Parts, caratterizzate da un profondo ed accurato studio delle forze e della loro dissipazione, attraverso delle nervature di rinforzo angolari, che in combinazione con le resistenze meccaniche dei materiali scelti per la realizzazione delle piastre stesse, ed in sinergia con il lavoro svolto dalla piastra superiore con struttura a fisarmonica, rendono la moto estremamente più stabile in staccata, ma nel contempo riescono a mitigare l'effetto chattering, quadrando così il cerchio di una moto con una maggiore stabilità in staccata e rigidità torsionale generale, ma eliminando un problema di quasi impossibile soluzione anche per il pilota più smaliziato quale il chattering da sempre è. Infatti, la struttura a fisarmonica della piastra superiore permette alle teste delle forcelle di avere una maggiore elasticità trasversale a moto sdraiata, offendo il fianco alla dissipazione di quelle forze che gravano verticalmente sul perno ruota anteriore e che andrebbero inevitabilmente a portare dei movimenti oscillatori sul telaio con una struttura rigida come delle piastre tradizionali sono. Il modello 4 inoltre, lo stesso che abbiamo scelto per la nostra MotorPrototype, è dotato di varie boccole per dare all'utente finale la possibilità di regolare l'offset a piacimento. Questa operazione è indiscutibilmente un valore aggiunto di enorme impatto sulla dinamica della moto, offrendo la possibilità di far "cadere" la moto dentro la curva, o di renderla molto più stabile con inserimenti relativamente molto più lenti in movimento, ma permettendo grandi velocità in inserimento grazie alla maggiore stabilità offerta. Pertanto il mio personalissimo consiglio è quello di affidarsi ad un tecnico vero, meglio se con esperienza nel mondo delle corse, che possa aiutarvi a capire quale sia la strada da prendere per la messa a punto ideale della vostra moto in base alla vostra guida, alle caratteristiche della moto, al circuito, ecc.ecc. Ma i ragazzi della IMA non hanno improvvisato nulla, infatti anche con queste opzioni consigliano sempre di partire con il medesimo offset previsto originariamente dalla casa costruttrice; anche perché così ci si può rendere conto, cronometro alla mano, di quanto questo accessorio modifichi sensibilmente le prestazioni alla guida anche quando a livello percettivo la cosa sia molto limitata. Sembra un controsenso, ma la verità è che diventando la moto molto più stabile e precisa, non si "sente" un grande cambiamento, ma i tempi sul giro dimostrano la bontà dell'investimento.

Talmente belle e curate da considerare un errore averle poco in vista, sotto la carena della nostra MotorPrototye

Ma realizzare un componente così importante e delicato, con la pretesa di migliorare la sensibilità di guida, senza compromettere sicurezza e feeling, non è certo impresa semplice. Ancor di meno è capire quali siano le reali esigenze del pubblico di riferimento, e quale realmente questo sia! "Per questo", ci spiega Patrick Costa, Project Manager della divisione Special Parts di IMA, "dobbiamo senza dubbio un grandissimo riconoscimento all'amico Marcello Mondino, che ci fa da guida già dal 2010 in un mondo a noi prima quasi sconosciuto." Marcello Mondino è quello che noi appassionati chiamiamo "l'ingegnere del bar", quello che ha effettivamente competenza in ciò che dice, e grande conoscenza dell'argomento, pur senza aver conseguito un titolo accademico che certifichi il suo valore nel settore. Ma davanti a grandi uomini, i veri imprenditori non si spaventano delle assenze, ma al contrario valorizzano ciò che c'è; e così ha fatto Patrick Costa, seguendo le indicazioni di quello che è stato non solo il loro "primo tester", ma anche chi lo ha inserito in un nuovo contesto di business aiutandolo a capire le esigenze di un mercato fatto di clienti esperti (spesso) e difficilissimi (sempre), quali i motociclisti da circuito sono.


Noblesse oblige

L'origine di IMA Special Parts è lontana nel tempo e nelle intenzioni. L'azienda, infatti, nasce nel 1974 fondata dal padre Sergio Costa e pressoché da subito viene scelta per le sue capacità tecniche produttive come collaboratrice del gruppo FIAT, prendendo negli anni la deriva verso il marchio IVECO, per cui tutt'ora svolge una notevole quantità di commissioni, che rappresentano ancora il core business dell'azienda di famiglia. "Ma, ci racconta Patrick, già nel 2003-2004 abbiamo iniziato a lavorare per realizzare le nostre piastre di sterzo". L'idea è nata più per una necessità che per un progetto imprenditoriale, poiché il fratello Emanuele, appassionato motociclista che in quegli anni iniziò a muovere i primi passi in pista, ebbe la possibilità di testare con mano le enormi differenze che intercorrono tra determinati componenti standard e gli stessi componenti realizzati da aziende esterne per un tuning funzionale, oltre che estetico. E da quel momento nella mente dei due fratelli si iniziò a fare strada l'ipotesi di realizzare una linea di piastre di sterzo, dapprima legate ad un fattore estetico, ma anche sviluppando tecnologie che potessero garantire una miglioria a livello prestazione che fosse alla portata anche del semplice appassionato. Ed è dall'annata 2010/2011, periodo in cui IVECO per razionalizzazioni interne ha calato il numero di commesse ai terzisti, che Patrick Costa, vista la larga approvazione di un pubblico che andava espandendosi sempre più anche oltre i confini nazionali, ha potuto mettere la sesta alla sezione Special Parts di IMA, pur senza trasformarla ancora nel loro core, e questo ritengo sia un grande vantaggio, in realtà. Sì, perché la possibilità di mantenere una dimensione artigianale della loro azienda garantisce la massima qualità del prodotto sia in termini estetici, vista la maniacale cura ed attenzione che ripongono nella realizzazione di ogni singola passata di macchina utensile, sia nello studio dei pezzi per quanto concerne la resistenza meccanica.

Il cronometro non è tutto

Come ho già detto, la cosa che personalmente mi ha più colpito di questo prodotto è la qualità a 360 gradi espressa in ogni settore di interesse: dalla lavorazione meccanica, raffinata ed elegante; allo studio che ha portato negli anni agli eccellenti risultati tecnici. IMA è un'azienda certificata ISO 9000, con fornitori altrettanto altamente certificati, che sviluppa ogni struttura attraverso analisi FEM, acronimo di Finite Element Analysis: in buona sostanza un programma che analizza la struttura di un componente creando un particolato dettagliatissimo per simulare stress test multidirezionali ed evidenziare così zone potenzialmente sottodimensionate o sensibili a potenziali rotture, e dando così la possibilità di creare dei modelli da cui evincere le modifiche da apportare al pezzo prima di produrlo fisicamente.

Non è semplice, per i non addetti ai lavori, capire questi grafici: ma rende l'idea dello studio che c'è alle spalle dei componenti.

Questa azienda, come avrete capito, per quanto possa vantare una storicità di tutto rispetto è ancora relativamente giovane per quanto riguarda il mondo del motorsport, ma come sempre accade quando si uniscono passione e competenze, i numeri in continua crescita danno ragione a questi imprenditori, dimostrando che i loro prodotti sono di gran lunga apprezzati non solo in Italia, paese che rappresenta il 10% del loro mercato, ma anche e soprattuto all'estero, dove ancora una volta il vessillo del Made in Italy svetta per valore effettivo dimostrato. Noi di Sfida da Bar siamo quindi ulteriormente orgogliosi di poter usufruire di questo pacchetto di conoscenza, passione, e si, ammettiamolo, anche bellezza sulla nostra MotorPrototype! Non appena le temperature ce lo consentiranno, affronteremo una serie di test nei quali avremo modo di farvi vedere qualche dettaglio in più e di farvi capire dalla voce di un pilota quali siano le differenze percettibili con le modifiche offerte da questo eclettico prodotto.


Per ulteriori informazioni vi rimandiamo comunque al loro sito www.http://www.ima-specialparts.com

P.S. Personalmente mi piacerebbe molto testare anche il sistema di freno posteriore a pollice TBS, che ha dalla sua una serie di vantaggi che.... vabbè la prossima volta (forse) vi racconterò anche di questo...

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