Come si allenano i piloti?

Aggiornato il: 16 gen 2019

Qualche informazione utile anche agli appassionati che usano la moto in pista partendo dalla mia esperienza personale ed arrivando a piloti celebri non più giovani




Quali muscoli?

Innanzitutto bisogna capire quali gruppi muscolari vengono sollecitati nei vari momenti della guida

Solitamente quando si comincia una preparazione in vista di una stagione di gare, gli allenamenti standard sono molti chilometri in bicicletta, qualche ora di podistica settimanale, e un po’ di rifiniture in palestra ( niente carichi spaventosi da body builder, ma esercizi per lavorare sulla resistenza ). Conclusi gli esercizi aerobici, si passa all’allenamento su di un mezzo a motore. Ovviamente non avrebbe senso girare su moto stradali e percorrere infiniti chilometri sulle piste, i molti riferimenti che un pilota possiede riguardano la moto con la quale gareggia e correrebbe il rischio di cambiarli e non sarebbe un bene. Quindi si passa al cross o motard. Sicuramente dopo aver trascorso un paio d’ore in una pista da cross, il fisico comincia a sentire la fatica che incombe. I muscoli che cominciano a cedere sono gli stessi che usiamo quando usiamo la moto in pista asfaltata: quadricipiti femorali, vasto mediale, adduttori, glutei..e ovviamente le braccia, anche se in una percentuale minore. Durante una piega in pista, ad esempio, si fa forza sui muscoli delle anche, degli avambracci, della schiena, delle spalle, del collo e delle cosce; i gruppi muscolari in questione sono rispettivamente quelli iliaci, i tricipiti, i dorsali, i deltoidi, e gli adduttori. Tutti questi muscoli dunque devono essere allenati al meglio per avere il miglior rendimento in curva, non soltanto dal punto di vista del nostro fisico, ma anche per la felicità del cronometro.





Come allenarli?

Ecco alcuni consigli pratici per non trovarti impreparato la prossima volta che salirai in moto

Il miglior modo per poter allenare la fascia muscolare alta (sopra la cintura) è l'uso di pesi ed esercizi di allungamento, ottimizzando la resa muscolare. La pesistica da utilizzare ovviamente non deve essere eccessiva e non deve apportare un aumento di massa spropositato, perché logicamente un muscolo più grosso, è un muscolo che richiede per muoversi una maggior quantità di energia rispetto ad uno più piccolo ed allenato in modo dedicato.

Per quanto riguarda la parte bassa del corpo, ideali sono anche qui gli esercizi di allungamento (strecthing) soprattutto quelli che interessano la zona degli adduttori, appunto. Difatti se ci fate caso, prima di salire sui loro ferri del mestiere, la stragrande maggioranza dei piloti fanno dei piccoli esercizi per scaldare i muscoli, ma anche per aggiustarsi la tuta.

Un po’ di pesi e di strechting non sono sufficienti per giustificare la resistenza dei piloti; ovviamente anche l’attività respiratoria, dove vengono sollecitati i muscoli addominali, e quella cardiaca, aumentano, raggiungendo indici imbarazzanti.

Molto utili per questi scopi risultano i cosiddetti sport “completi ”, come il nuoto e le arti marziali, in quanto la prima ha come scopo riuscire a muoversi nell’acqua il più velocemente possibile vincendo la resistenza con l’acqua; le seconde invece, se fatte con criterio, possono dare ottimi risultati anche dal punto di vista coordinativo. Idonei per tale scopo, sono anche il ciclismo e lo sci.

Anche il motocross e il motard sono di gran voga, in quanto mezzi con scarse prestazioni (in confronto alle moto solitamente usate dai piloti ufficiali) coi quali è possibile sollecitare gli stessi gruppi muscolari e provare nuove

tecniche di guida.



Come alimentarli?

I muscoli per crescere ed essere pronti a sopportare le tue ambizioni sportive devono essere alimentati in modo corretto. Qui trovi alcuni consigli per la tua dieta

Tutta questa attività fisica, sebbene la sola descrizione potrebbe spaventare alcuni, non è ancora abbastanza per avere una risposta esaustiva: un altro aspetto molto curato è la dieta. Il loro regime alimentare potrebbe essere riassunto così: di tutto un po’ e non un po’ di tutto contenendo i cibi grassi.

La corretta dieta di uno sportivo che si allena intensamente è formata per il 50% da carboidrati che apportano le energie nel breve/medio lasso di tempo per sostenere gli allenamenti, il 35% di proteine che contrastano la fase catabolica del muscolo dopo l’allenamento ed il 15% di grassi che apportano energie sul medio/lungo lasso di tempo.

Importanti anche fibre e vitamine il cui apporto calorico però è minimo e che quindi non entrano nella ripartizione.

Tutto questo regime di comportamento viene seguito dai piloti nella maggior parte dell’anno solare e subisce a volte delle restrizioni durante la stagione.

E per gli appassionati?

Chi usa la moto per divertimento può trarre vantaggio da un programma di allenamento da svolgere in palestra o a casa per prevenire o diminuire i fastidiosi “doloretti” che si accusano durante una gita della domenica.

Per prima cosa è necessario tracciare il profilo atletico del pilota di moto.

Premesso che ogni disciplina (velocità, cross, trial, enduro, ecc...) presenta delle peculiarità specifiche per il tipo di impegno fisico necessario, tutti i dati concordano sul fatto che l’organismo durante una gara è sottoposto a uno sforzo di notevole entità.

La frequenza cardiaca media durante un gran premio di velocità è piuttosto elevata, con punte massime che possono raggiungere anche le duecento pulsazioni, indice questo di un impegno cardiovascolare importante.

I muscoli, causa le accelerazioni, le frenate e i cambi di direzione, sono sottoposti a sollecitazioni estreme.

In alcuni casi, come nelle discipline di cross o enduro, i salti e le cunette impongono violente contrazioni muscolari, e le articolazioni devono assorbire i contraccolpi e le vibrazioni trasmesse dal terreno.

La necessità di indossare adeguate protezioni, unite a condizioni climatiche particolari (si corre prevalentemente in estate), determina una cospicua perdita di liquidi.

Alla luce di quanto detto, appare evidente come i piloti debbano affrontare le competizioni nella miglior condizione fisica possibile. E lo stesso riguarda gli appassionati che se non vogliono strafare devono allenarsi costantemente e non limitarsi a strafare nel week-end con conseguenze spesso disastrose.



Esempi celebri dai quali imparare

Facciamo una carrellata su una serie di piloti conosciuti, con riferimento a quelli non proprio di primo pelo (come me) ma che hanno mantenuto una ottima forma fisica

Bayliss, Biaggi ed infine Checa. Superata soglia dei 40 anni hanno fisici prestanti ed in moto sono ancora molto veloci. Il segreto sta in un altre due ruote, ma questa volta senza motore: la bici. L' allenamento preferito dai

piloti professionisti di alto livello è la pedalata! Max Biaggi usa allenarsi sulle tortuose strade di

Montecarlo attaccando le numerose salite del Principato. Troy Bayliss ha partecipato a qualche gara amatoriale di buon livello a Bologna ed è un ciclista provetto. Carlos Checa, in Spagna ama correre in bici e a piedi e fa anche delle gare di triathlon.


Ben Spies passa parte dalla sua residenza sul Lago di Como e si allena insieme a Damiano Cunego,

ciclista professionista tra i più forti del mondo! Bryan Staring (3 volte campione australiano superbike), “Abiterò in un appartamento ai piedi delle Alpi, un bellissimo posto per allenarsi con la bicicletta squadra. Prenderò lezioni di Italiano ogni giorno e potrò anche praticare del motocross visto che c'è un e a soli 15 minuti dalla sede della mia tracciato proprio a 5 chilometri dalla mia nuova casa, lo sfrutterò per allenarmi. Questa zona è fantastica, bella e tranquilla, e con molti percorsi ciclistici."


Jonny Rea è un appassionato ciclista e podista, al suo attivo c’è anche una mezza maratona di Londra, oltre ad aver corso diverse volte a Cadwell park, un circuito inglese particolarmente complesso, dove i salti in piena accelerazione sono all’ordine del giorno. I piloti che escono indenni da tale circuito dimostrano in seguito di avere qualcosa in più.


Guy Martin, fuori dai tuoi impegni sportivi come ti allenavi?

“Corro molto in bici, faccio gare di downhill e a volte per simulare il senso del pericolo tipico delle gare su strada mi lancio in discesa con la bici senza protezioni, è tutta una questione mentale per allenare la testa e abituarsi a sentire e vivere condizioni di rischio. Poi principalmente lavoro nella mia officina come meccanico di camion questo lavoro è meglio di una palestra ed è il mio principale allenamento, mi piace molto mettere le mani su questi mezzi tanto grandi, dopo averli smontati e aver impiegato tante ore di lavoro vederli funzionare bene diventa un vero piacere”.


Quando ci sono le gare Andrea Dovizioso si allena dalle 2 alle 5 ore al giorno in palestra, mentre fuori stagione l’allenamento è ancora più intenso. Nei periodi delle gare l’allenamento è composto da: attività cardiovascolari insieme ad attività di forza, mentre durante la stagione delle gare in palestra si svolge sia allenamento funzionale e organico (attività di resistenza) sia attività acrobatica e preacrobatica (indicata dopo le cadute): su tappeto elastico, anelli, parallele, volteggio e cavallo.


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