Estate, moto, e protezioni. Quanto è difficile questo connubio?

Aggiornato il: 3 ago 2019

Tiriamo le somme sul materiale che sto testando da diversi mesi, per un’analisi dettagliata…e spietata!




Partiamo dall’abbigliamento fornito da Held, che prometteva di essere la tutela perfetta per ogni motociclista, in ogni stagione, grazie ai suoi altissimi contenuti tecnici, e uno stile decisamente raffinato.

Bene, possiamo dire tranquillamente che le aspettative sono state quasi totalmente soddisfatte. La giacca Zorro, di cui ho parlato approfonditamente qui (https://www.sfidadabar.it/post/held-la-mia-giacca-zorro-por-siempre ) si è dimostrata, forse anche grazie al colore chiaro, un’ottima scelta anche in estate. La precisione delle regolazioni delle protezioni fa sì che la piccola differenza di spessore che si crea tra la vestibilità con e senza rivestimento invernale venga perfettamente gestita, eliminando tutti quei fastidi, e rischi in caso di caduta, legati alla possibilità che le protezioni muovendosi spingano su zone indesiderate e non tutelino quelle interessate. Critico solo la limitata presenza di prese d’aria, che però comporterebbero un superlavoro di isolamento dalla penetrazione dell’acqua e dell’aria in stagioni fredde, che porterebbero giocoforza ad un cospicuo aumento del prezzo finale. 

Test superato.


Parliamo ora dei guanti (vedi articolo https://www.sfidadabar.it/post/guanto-2-in-1-di-held-flessibilità-e-sensibilità-alla-guida ) che invece hanno mostrato due sensibili limiti in più.

Onestamente sapevo di poter incorrere in questo rischio, perché è inutile nascondersi dietro ad un paravento, quando fuori c’è la tempesta… I guanti 2 in 1 di Held sono un prodotto di altissimo livello, di una comodità incredibile, e che garantiscono un livello di protezione notevolissimo, tuttavia il limite intrinseco legato al voler coprire tutte le aree e stagioni, li porta inevitabilmente ad avere delle pecche. In estate, o meglio: con temperature superiori ai 25 gradi, diventano caldi. Ma caldi troppo, al punto di diventare difficili da togliere causa sudore. Diciamo che l'esito di questo test durato quasi un anno possiamo riassumerlo così: Guanti perfetti per 200 giorni all’anno, inadatti però a temperature superiori ai 25 gradi ed inferiori ai 3 gradi (se sprovvisti di sottoguanti)


Ed i pantaloni? Beh, di quelli non ho mai parlato in modo approfondito, e me ne pento, perché sono una parte fondamentale dell’abbigliamento da moto che però troppo spesso viene dimenticato dai motociclisti del giretto domenicale in favore dei semplici pantaloni lunghi, spesso e volentieri senza nessuna protezione o realizzazione in materiale specifico. Anche in questo caso, Held mi ha fornito un prodotto di livello stilistico e tecnico molto alto, che in accoppiata alla giacca alla quale può essere agganciato tramite apposita cerniera, si rivela essere estremamente versatile e confortevole. Il pantalone Vader infatti, anch’esso realizzato in tessuto e sfoderabile, si dimostra altrettanto preciso della giacca Zorro nella fattura e nella disposizione dei tiranti di regolazione, ma purtroppo devo rilevare lo stesso problema, ovvero la quasi totale assenza di aree destinate alla ventilazione, che congiuntamente al colore nero, lo rendono decisamente un pantalone inadatto all’estate, benchè la membrana interna lo renda abbastanza semplice da togliere anche con le gambe molto sudate 

Quindi: eccellente per l’autunno, l’inverno, e la primavera; tenuta all’acqua notevole, comfort elevatissimo. Caldo in estate.





Zypi, capitanata dal fondatore Zygan Piotr, ex giocatore di football con esperienza professionale anche in ambito tessile, è un’azienda giovane come marchio, ma che basa la sua produzione su anni di ricerca da parte del suo personale sullo sviluppo di capi tecnici dedicati agli sportivi.

Il test anche in questo caso affonda le sue radici in tempi non troppo ravvicinati, quando ho avuto modo di mettere alla frusta i prodotti (vedi articolo qui https://www.sfidadabar.it/post/abbiamo-provato-zypi ) in inverno. Ma come hanno reagito all’estate? Ecco: anche in questo caso ci sono alti e bassi da sottolineare. Ovviamente, grazie alle temperature sempre più calde, non ho più percepito la necessità dei sottoguanti; e per quanto concerne il sottocasco ammetto che non è mia consuetudine proteggere gli interni del casco dal sudore con questo utile orpello, bensì preferisco lavarli più spesso.

Discorso diverso invece per il sottotuta, composto in questo caso in realtà da due capi differenti: la maglia a manica lunga ed il pantalone lungo. Posso confermare l’efficacia nel contenere la sensazione di bagnato sulla pelle a causa della sudorazione, e di conseguenza una migliore regolazione termica. Ho avuto modo di testare questi indumenti sia sotto l’abbigliamento da motocross che sotto la tuta in pelle. Ecco… posso dire che ho riscontrato un solo difetto reale su questo abbigliamento: tolta la tuta in pelle, puzzavo un bel po’. Tutte le volte che ho usato questo completo sotto la tuta in pelle, mi è stato necessario un risciacquo per togliere l’odore. L’azienda, informata su questo particolare, ci ha risposto che sono già al lavoro per risolvere questo problema, di cui erano già stati informati da altri clienti. In tutte le altre occasioni, invece, si è sempre comportata egregiamente.

Concludo quindi valutando il marchio in modo positivo, con riserva per quanto concerne determinate informazioni che dovrebbero essere esplicitate in modo più preciso, come ad esempio una mappa sul sito dell'azienda che aiuti a distinguere il materiale pensato per il caldo ed il freddo.





Da quest’anno la redazione di Sfida da Bar ha iniziato a sporcarsi le mani giocando con la terra e la sabbia, e devo dire che la cosa mi diverte moltissimo!

Fortunatamente, grazie all’aiuto di Stefano Lupini della Flat Track School, abbiamo potuto contare sulla possibilità di tutelare i nostri corpi dalle inevitabili cadute figlie della nostra inesperienza sul campo "sporco" grazie ai prodotti forniti da Ufo Plast, azienda italianissima che da oltre 40 anni lavora plastiche per vari scopi, dalla protezione dei motociclisti alla ricambistica per le moto, e molto altro ancora.

Le protezioni offerte, entry level del marchio, si sono dimostrate comunque sempre all’altezza del ruolo richiesto, e nei miei test ho potuto effettivamente constatare sia la comodità, sia l’efficienza a livello di protezione. Ovviamente, come chi mi segue tanto in questi scritti quanto in TV, sa quanto io punti tutto sulla sicurezza; quindi non posso che essere contento per il risultato provato sulla mia pelle, ma devo ammettere che preferirei un livello di protezione superiore e più esteso…quindi dovrò sfogliare il loro catalogo per trovare gli articoli più congeniali allo scopo.

Votazione quindi complessivamente positiva.





Come detto sopra, anche Premier Helmets è un marchio con cui la redazione di Sfida da Bar ha da poco intrapreso un percorso di collaborazione, sia per il nostro programma Batti il Campione, sia per il nuovo percorso del fuori strada. Ho avuto modo di testare il modello Exige, casco della linea off road in termoplastica, sotto pioggia battente e sole cocente, nella polvere e nel fango, e per quasi 500 km in due giorni. Il casco è molto leggero, abbastanza confortevole (considerate quello che può essere il giudizio di chi proviene dalla strada/pista) e straordinariamente semplice nelle operazioni di rimozione imbottiture per la pulizia, fattore a mio avviso estremamente importante per l’utente medio a cui è destinato questo tipo di casco. Ho rilevato qualche disturbo in testa dopo diverse ore di utilizzo legate, credo, più alla conformazione delle strutture in polistirolo, che impedivano alle imbottiture di ritrarsi oltre una data misura, spingendomi quindi le cuciture sul cranio, che dopo tutte quelle ore, iniziava a farmi male a livello di cute, ovviamente, ma comunque in modo fastidioso. Mi è bastato modellare leggermente le spigolature interne, ed il problema è sparito.

Anche qui posso dire con una determinata sicurezza che protegge senza troppa paura da cadute, visto che ho testato anche questa parte. (Ovviamente solo per il mio senso del dovere nell’analizzare i prodotti di cui vi parliamo, mica perché sono un megabrocco nell’enduro…)

Votazione quindi buona anche per Premier, con riserva data dal fatto che non ho avuto modo di testare il prodotto stradale e non ho abbastanza esperienza nel prodotto fuoristradistico per essere totalmente obbiettivo.




Come da tradizione per Sfida da Bar, anche io ho testato gli stivali TCX; più precisamente il modello Comp Evo Michelin. Che dire: ottimo stivale dalle enormi potenzialità in quanto a capacità di resistenza e protezione, comodo e sensibile al punto da non farmi soffrire della mancanza della mobilità alla caviglia a cui sono abituato con i prodotti uso pista o stradali.

La notevole capacità di regolazione garantita sia dalle cinghie di serraggio, peraltro disponibili come ricambio in più misure, unita alla possibilità di aumentare la circonferenza del gambale grazie a delle regolazioni a vite, mi ha permesso di trovare un compromesso quasi perfetto, aggirando il mio problema legato ad uno sviluppo del polpaccio decisamente importante se relazionato alla dimensione del mio piede o alla lunghezza della mia gamba. Ovviamente siamo lontani dalla perfezione che vado cercando, ma non potevo certo sperare che si potesse fare una modifica su misura, benchè a mio avviso sarebbe un plusvalore che darebbe ulteriore lustro ad un’azienda che negli anni sempre più si è confermata come leader di settore.

Eccellente tenuta all’acqua, resistenza meccanica, ed un confort da stivale da pista qualificano questo prodotto come una grande soluzione. Anche qui, per dovere di cronaca, sottolineo come la mia inesperienza in ambito off-road possa essere determinante nell’analisi del prodotto rispetto al mercato.

Inoltre ho avuto modo ti testare anche l'eccezionale scarpa tecnica Street Ace Air, che oltre a garantire un elevatissimo livello di protezione, come tutti i prodotti TCX, vanta una comodità tale da non farti mai rimpiangere la scelta di una scarpa priva di protezioni in quanto a comodità e fruibilità, anzi: si dimostra superiore in virtù della sua resistenza all'acqua ed all'abrasione della suola, rendendola peraltro più stabile di molte comuni sneakers su fondi bagnati nonostante il design della suola stessa non suggerisca questo inaspettato vantaggio. E non consideratemi un fashion blogger, ora, ma valutate quanto sia importante avere una scarpa che non scivola sul velo d'acqua e sporcizia che vi trovate sotto i piedi quando in una giornata di pioggia vi fermate ad un semaforo...





Ed infine diamo un occhiata all’abbigliamento personalizzato che l’azienda piemontese Troops Legend ci ha fornito per questa stagione. Posso dire senza ombra di dubbio che è una gran figata, super scenografico e ben realizzato. I pantaloni purtroppo non hanno resistito ad una caduta su una superficie particolarmente dura di un misto terra secca e sasso fermo (ancora mi duole il fianco al pensiero…) e si sono leggermente scuciti, ma nel complesso il tessuto ha resistito bene. La consistenza del pantalone nella parte terminale mi ha dato qualche problema per la chiusura degli stivali, ma è giusto ricordare che il problema principale è la dimensione del mio polpaccio, che mi genera difficoltà con quasi tutte le marche di stivali. La maglietta è molto ben fatta, e posso dire che ad oggi, avendo avuto cura sempre di lavare solo a freddo, non ho riscontrato problemi di perdite di colore o simile. 

Posso dare anche a questo materiale un giudizio finale decisamente buono, con una nota negativa per la tenuta delle cuciture dei pantaloni e l’assenza di tasche, che io ritengo utili.


Io per primo, a nome di tutta la redazione di Sfida da Bar, mi auguro di essere stato utile a tutti i lettori per questi test di lunga durata, consapevole di non aver nascosto nulla a nessuno, e di aver dato il massimo per farvi “sentire” quello che ho provato io, cercando di darvi gli strumenti necessari per avere una vostra opinione a riguardo.



Grazie a tutti per l’attenzione, ed a tutte le aziende per essersi messe in gioco.

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