Come si diventa Tecnico Federale?

Raccontiamo in soggettiva l'avventura di una persona "normale" che decide di intraprendere questa strada


Alcuni mesi fa, grazie alle mie amicizie nel mondo delle moto, ho scoperto che il Coordinatore della Direzione Tecnica FMI (quindi il responsabile del Settore Tecnico della Federazione Motociclistica Italiana), il dott. Raffaele Prisco, ha portato una ventata di novità che sa quasi più di rivoluzione nel mondo delle rigide regolamentazioni della Federazione.

Infatti, grazie alla nuova gestione nata nel 2017 dall’impegno del sopracitato dott.Prisco, è stata creata una struttura che può rendere possibile quello che per molti poteva essere un sogno irrealizzabile: diventare Tecnico Federale. Fino a qualche tempo fa, effettivamente, la via era preclusa a chiunque non potesse dimostrare un curriculum sportivo degno di nota, che doveva comunque passare dalle strettissime maglie della burocrazia della Federazione, prima di essere considerabile come valido all’insegnamento. Ora invece, grazie ad un articolato programma dedicato alla formazione strutturato su vari livelli, che ovviamente richiede più tempo, anche un semplice appassionato può provare a cimentarsi in un lavoro sicuramente non per tutti, ma altrettanto sicuramente di grande importanza e soddisfazione. 

L’idea alla base del progetto è di fatto una presa di coscienza sul punto che non tutti i grandi piloti siano dei buoni insegnanti, e sicuramente in giro ci son dei buoni insegnanti a cui una giusta opportunità è stata finora preclusa. Quindi l’obbiettivo dichiarato di questi corsi è quello di formare dei veri professionisti certificati, tanto tra le fila dei piloti, quanto tra quelle degli appassionati. Non solo: creando questo sistema, la Federmoto si tutela ulteriormente, chiudendo le porte agli “improvvisati” e potendo garantire dall’alto della sua carica una certa serenità in tutti quei soggetti che si volessero avvicinare al mondo delle due ruote sapendo di poter contare su persone formate e capaci.


Dall'idea al concreto

Ma come si arriva, quindi, a mettere in atto questo processo?

All’interno del sito www.federmoto.it, nella sezione formazione, troverete i bandi di concorso all’interno dei quali vi saranno spiegati tutti i passaggi ed i documenti necessari per l’avvio della pratica.

Ma attenzione: non è così semplice come sembra… Infatti, essendo la struttura della Federazione solidamente basata su regole condivise con il CONI, oltre alla sue proprie, ogni passaggio richiede svariate attenzioni. Anche perché il Settore Tecnico si deve occupare dei vari livelli di tutti i corsi: quindi non solo moto velocità e fuoristrada, ma anche preparazione per numerosi Corpi di Forze dell’Ordine e per la Protezione Civile, ecc.ecc. E’ evidente, quindi, come non ci si possa aspettare di essere sedutastante contattati per il corso desiderato, proprio come nel caso del sottoscritto, che ha avanzato la sua richiesta in ottobre, ma ad oggi è ancora in attesa di contatto.

A tal proposito voglio fare una precisazione pro e una contro la Federazione: ovviamente posso solo immaginare la mole di lavoro che si accalca negli uffici di chi si occupi a livello nazionale di tutte queste incombenze, e c’è da rendere giustizia a tutte le persone che ogni giorno lavorano per migliorare i servizi ad ognuno degli usufruitori; questo sottolinenando ancora una volta come questa volontà di poter garantire un servizio all’utente finale di livello certificabile in tutto il territorio nazionale, e farlo aprendo le porte a tutti, sia a dir poco encomiabile.

Tuttavia, ritengo che fatto 30, sia giusto fare 31; e quindi penso che sarebbe utile per tutti realizzare una sorta di calendario on-line con la disposizione prevista dei partecipanti, in modo tale che chiunque si sia iscritto possa capire più o meno quando avrà la possibilità di partecipare al corso, nonché, quando e se esistesse la possibilità di essere chiamati anticipatamente in caso di rinuncia da parte di qualcuno prima di noi, offrire gli strumenti necessari per organizzarsi e quindi poter essere liberi in modo tale da non perdere il proprio turno. Diciamo che non ricevere alcun contatto in quasi 5 mesi, francamente, mi pare un pò eccessivo come incipit all'inizio di un percorso di formazione. 


Dettagli che fanno la differenza

Tutti questi appunti vogliono essere il giusto riconoscimento per chi si dà così tanto da fare in un mondo a noi comuni mortali così oscuro e lontano nelle sue pratiche, da sembrare delle volte essere addirittura più contro di noi motociclisti che a favore. Ma voglio essere obbiettivo, e quindi questo mio racconto sarà, né più né meno, di un vero e proprio diario di questo percorso, grazie al quale spero di poter aiutare tutti i giovani che vogliano intraprendere questa strada, i meno giovani che sanno di avere molto in termini di esperienza da poter regalare agli altri, e tutte quelle persone che fino ad oggi non hanno avuto la loro occasione.

Se vi state chiedendo il perché di sottofondo di questa mia scelta... Beh: seguendo la trasmissione dovreste averlo capito già da un po’! Il mio punto primo nel lavoro, e nella vita, è legato a doppio filo alla SICUREZZA! Se posso impararne ancora di più sulla guida, ed a mia volta trasmettere tecniche ed esperienze a terzi che ne potenzino la sicurezza in sella, perché non farlo. Le mie esperienze nel bene e nel male possono essere condivise e diventare una cassa di risonanza per vivere la vita con rispetto, a gas aperto.

Vi terrò aggiornati passo passo in questa avventura che già ora mi emoziona!


A presto!

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